Dal calcolo del numero massimo di persone alla larghezza delle uscite: come garantire una gestione del rischio incendio a norma di legge.
Il rientro a pieno regime negli uffici richiede attenzione. Come si calcola l’affollamento massimo? Le vie di fuga sono sgombre? Un ripasso fondamentale per RSPP e datori di lavoro sulle norme del DM 22/02/2006 e l’applicazione del Codice di Prevenzione Incendi.
Gestire un ufficio nel 2026 non significa solo occuparsi della produttività, ma garantire che, in caso di emergenza, ogni persona presente possa raggiungere un luogo sicuro nel minor tempo possibile. La sicurezza antincendio non è un peso burocratico, ma una componente essenziale del benessere lavorativo e della tutela legale dell’azienda.
Il Calcolo dell’Affollamento Massimo: Quanti siamo davvero?
Il primo passo per un piano di emergenza efficace è determinare il massimo affollamento ipotizzabile. Non si tratta solo di contare le scrivanie, ma di applicare i parametri previsti dalla normativa (DM 22/02/2006 per gli uffici storici o la RTV 4 del Codice di Prevenzione Incendi per i più recenti).
In genere, per gli uffici, si considera una densità di affollamento pari a 0,1 persone/mq (ovvero 1 persona ogni 10 mq). Tuttavia, in aree specifiche come sale riunioni o zone di attesa, questo valore cambia drasticamente. Il nostro compito è calibrare questo dato sulla realtà operativa del vostro ufficio, evitando sovraffollamenti che renderebbero le vie di fuga insufficienti.
Le Vie di Esodo: I “corridoi della salvezza”
Una via di esodo a norma deve rispettare tre requisiti fondamentali: deve essere breve, protetta e sgombra.
- Larghezza delle uscite: Deve essere dimensionata in base al numero di persone che devono utilizzarla (capacità di deflusso). Solitamente si ragiona per “moduli” di 60 cm.
- Percorsi orizzontali e verticali: Le porte devono aprirsi nel senso dell’esodo (se l’affollamento supera le 25 persone) e le scale devono essere protette o a prova di fumo a seconda dell’altezza dell’edificio.
- Segnaletica e Illuminazione: In caso di blackout, l’illuminazione di emergenza deve guidare le persone verso l’uscita più vicina, senza esitazioni.
DM 22/02/2006 vs Codice VVF: Quale norma applicare?
Oggi convivono due regimi normativi. Mentre per i vecchi uffici si può ancora fare riferimento al decreto del 2006, le nuove attività e le ristrutturazioni importanti ricadono sotto il Codice di Prevenzione Incendi (DM 18/10/2019) con la sua specifica Regola Tecnica Verticale (RTV 4). Il Codice offre un approccio più prestazionale e flessibile, permettendo all’ingegnere di “cucire” le misure di sicurezza sulle reali necessità architettoniche dello spazio.
Responsabilità e Manutenzione
L’errore più comune? Pensare che una volta ottenuta la SCIA Antincendio il lavoro sia finito. Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di mantenere le vie di esodo costantemente sgombre: un faldone dimenticato in un corridoio o una bicicletta elettrica parcheggiata davanti a un’uscita di sicurezza possono costare caro in termini di sanzioni e, soprattutto, di vite umane.
Conclusioni
Che si tratti di un piccolo studio professionale o di un grande headquarter aziendale, la sicurezza antincendio richiede un’analisi puntuale. Lo Studio Santilli supporta RSPP e imprenditori con sopralluoghi tecnici mirati per verificare la conformità di vie di fuga e affollamenti, garantendo un ufficio sicuro e a prova di controlli.